Dormire da soli è importante per bambini e genitori.

 In Crescita, Maternità e Lavoro

Molto spesso sento ripetere a neo-genitori: “Mio figlio non dormirà mai nel lettone!”. Ed altrettanto spesso, li ritrovo, a mesi di distanza, a condividere il proprio letto con il “terzo incomodo”. Forse si lasciano incantare da quegli occhioni dolci che chiedono di fargli posto, o magari hanno resistito all’inizio e poi si sono arresi, stanchi dei soliti capricci, ad accogliere il figlio nel lettone.

E se dormire accoccolati a mamma e papà è il desiderio di tutti i bambini piccoli, e in molti casi diventi addirittura piacevole per i genitori stessi, dopo i tre anni di età arriva quel momento in cui bisogna per forza di cose farli “sloggiare”, farli dormire da soli nel loro lettino e far sì che imparino ad acquisire un po’ di autonomia.

Quello dal lettone al lettino, però, potrebbe rivelarsi un passaggio tutt’altro che indolore, accompagnato da pianti e capricci che potrebbero far desistere molto presto dall’impresa e rassegnarsi a condividere il letto per tanto tempo ancora.

In realtà ci sono delle accortezze a cui poter fare riferimento, che aiutano a rendere questo momento, una fase di crescita da vivere serenamente.

  • Fare la nanna da soli: è un gioco!

A seconda di come gli si presenta la questione, per il bambino, iniziare a dormire da solo potrebbe essere addirittura divertente! Sentirsi “grande” e responsabilizzato.

  • Darsi un orario e non sgarrare.

Innanzitutto, bisogna stabilire un’ora precisa alla quale si deve andare a letto, tutte le sere, a prescindere dal fatto che il bambino abbia sonno o meno o che non abbia voglia di dormire perché preferisce giocare o guardare un cartone. All’ora X, insomma, tutti a nanna, non prima di aver compiuto dei gesti che possono definirsi un “rituale” della sera: lavare i denti, indossare il pigiama, mettersi sotto le coperte.

  • Luci soffuse.

È fondamentale che in camera le luci siano abbassate, o addirittura spente eccezion fatta per un piccolo lume o una lucina che possa far sentire il piccolo più sicuro quando nella stanza cala il buio, che fa tanta paura.

  • Via tablet e fuori i libri delle favole.

Altrettanto importante è spegnere la tv e ogni gioco elettronico: niente cellulari, tablet né videogiochi che, anziché favorire il sonno, possono rimettere in moto il cervello rendendo più difficile addormentarsi. Via libera, invece, ai libri di fiabe e avventure: i bambini adorano ascoltare la mamma o il papà quando leggono loro delle storie.

  • Il bacio della buonanotte.

Non dimentichiamoci di dargli infine il bacio della buonanotte, ricordando al piccolo che non deve avere paura perché noi siamo vicino a lui.

Grazie a questa sorta di rituale che si ripeterà tutte le sere, il bambino si abituerà gradualmente a dormire da solo e a riconoscere i momenti e gli spazi da condividere con mamma e papà, da quelli di reciproca “esclusione”, indirizzandosi verso la propria indipendenza.

Si ma…c’è un orario in cui dovrebbe avvenire tutto questo? Precisamente, a che ora dovrebbe andare a dormire un bambino?

I bambini che vanno a dormire presto hanno la possibilità di distendersi e di riposare in modo più tranquillo e profondo, svegliandosi poi la mattina completamente rigenerati. Allo stesso tempo, i genitori che mettono i figli a dormire entro le 21 della sera, hanno la possibilità di godersi qualche ora di relax, leggendo un libro o guardando un film in compagnia del proprio compagno. E’ stato dimostrato che far andare i bambini a letto presto sia un elemento di grande giovamento per l’intero nucleo familiare: bambini e genitori compresi.

Ciò che fa la differenza non è il numero delle ore effettivamente dormite dai bambini, ma proprio il fatto che andare a letto presto sia un elemento di tranquillità in più per tutti i componenti della famiglia, creando così un’atmosfera più rilassata e serena.

Lascia un Commento