Con i figli, cogli l’attimo.

 In Maternità e Lavoro

Ogni giorno diventa più chiaro: quando hai un figlio, qualcuno spinge il pulsante “avanti veloce” della tua vita. Le tappe principali passano in un attimo.

Lo guardi mentre è seduto, poi quando gattona e parla. Tutto questo è straordinario….o quasi.

La ragione per cui diventiamo genitori è legata alla vita che afferma se stessa: l’emozione di innamorarci ogni giorno della nostra creatura, con il conforto di sapere che interagire con lui alimenta un rapporto che durerà per il resto delle nostre vite.

Ovviamente c’è un “MA” in tutto questo.

Mentre nulla può battere la gioia di vedere tuo figlio che si trasforma in un piccolo chiacchierone, il trascorrere del tempo può generare in mamma e papà un po’ di tristezza. Crescendo, è inevitabile che il bambino si allontani a poco a poco, per trovare il suo modo di rapportarsi al mondo. Quel legame speciale che caratterizza i primi tempi con il neonato si dissolve, lentamente ed in maniera impercettibile.

Un racconto mi è rimasto nella mente e nel cuore, di una mamma che ricorda bene la prima volta che ha sentito questa fitta dolceamara, legata ai primi passi del suo piccolo uomo. Il suo bambino aveva poco più di 1 anno. Erano al parco, insieme al papà, e da giorni il piccolo provava a camminare da solo…tentava, tentava, ma ancora non si sentiva pronto….fino a quel giorno, quando, complice un prato morbido e mamma e papà a due passi l’uno dall’altro, doveva scegliere, come stare con l’uno e l’altro….è stato un attimo, 4 passi ed era da lei, altri 4 ed era da papà….fantastico!

L’emozione e l’entusiasmo di quel momento erano ancora molto forti a distanza di tempo (ora il bambino ha tre anni).

Credo che quei primi piccoli passi durarono pochi minuti, ma tanto da attivare nella mente della mamma una serie di eventi. Ci volle poco a proiettarsi nel futuro: presto avrebbe iniziato a camminare bene (lontano da lei), avrebbe parlato (ad altre persone), sarebbe andato a scuola, avrebbe trovato lavoro (la speranza “per eccellenza” di ogni genitore) e se ne sarebbe andato via di casa (anche questo, nel suo bene)….ma quella era la prima volta che ci pensava. Un giorno avrebbero dovuto lasciarlo andare.

I momenti preziosi sono fugaci…suppongo sia triste dire a noi stessi di dover vivere al momento. Buona parte dell’essere genitori è fatta di momenti fugaci: viviamo l’attimo della pappa, del cambio pannolino, dello spannolinamento…Nonostante questi attimi, riusciamo però a vedere giorno dopo giorno come cambiano i nostri bambini…

E non importa quanto possano cambiare, in realtà ai nostri occhi saranno sempre gli stessi. Quel profumo unico di bebè che si nutre di solo latte, lascerà il posto al profumo del gel sui capelli “come papà”, ma in loro vedremo sempre i neonati che cullavamo in braccio.Non avranno più quella soffice peluria in testa, ma una cascata di ricci, eppure i loro capelli incorniceranno sempre lo stesso viso. Il pianto da neonato non ci sarà più, però scorgerai sempre la stessa voce.

L’unica cosa che resta è osservare tuo figlio che sboccia e diventa grande, apprezzando questo momento ed evitando che l’amaro superi la sensazione dolce.

Dopotutto, ti basterà chiudere gli occhi un attimo e quando li riaprirai, lui sarà ormai diventato un adolescente scontroso e rimpiangerai i tempi in cui, per lui, mamma trovava una soluzione a tutto.

Perciò, la prossima volta che non vedi l’ora che si addormenti, tieni bene a mente questa riflessione, così da superare la stanchezza e racchiudere nel tuo cuore un altro momento speciale.

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