Avere la Giusta Autostima per Andare Oltre le Apparenze

 In Persona

Se vogliamo raggiungere la felicità e mantenerla, dobbiamo renderci conto del fatto che abbiamo sia un corpo che un anima. Il corpo è il mezzo che abbiamo per muoverci e percepire, ma può cambiare da un giorno all’altro, e invecchiare con il tempo. L’anima, invece, è una cosa stabile, non cambia, dura per sempre: dovremmo dare più valore alla nostra essenza e concentrarci su ciò che c’è dentro di noi, piuttosto che sulla nostra immagine.

Il fisico attrae, ma la personalità innamora.
E, come disse il Piccolo Principe, “l’essenziale è invisibile agli occhi“.

La consapevolezza e l’identità di sé, vale a dire la capacità di riconoscersi come persone dotate di un’immagine di sé integra e coesa, capace di differenziare i propri sentimenti e le proprie emozioni da quelle degli altri, è una conquista che richiede esercizio, impegno e costanza nel riuscire a non farsi condizionare eccessivamente dall’opinione altrui.
Occorre comprendere che quello che appare non è quasi mai corrispondente al vero: ognuno di noi quando si relaziona agli altri, ma anche a se stesso, il più delle volte utilizza in maniera più o meno consapevole alcuni strumenti per mostrarsi secondo la migliore immagine di sé accettabile e gradita a gli altri, in modo da rendersi migliore rispetto a ciò che in realtà è.

Questo accade non soltanto dal punto di vista esteriore, ma soprattutto e in maniera più inconscia a livello psicologico e interiore: piuttosto che farsi vedere con le proprie fragilità, debolezze e difficoltà, si tende a mostrarsi invincibili, superiori e migliori anche ai propri familiari, agli amici più cari e con chi non giudica ma ama.

Vi sembrerà ridondante, ma coltivare l’empatia, imparare a riconoscere innanzitutto i propri sentimenti per poi rivederli negli stati d’animo altrui, sapendoli comprendere e contenere, permette di leggere e andare al di là di ciò che si nasconde sotto la superficie delle parole.

Attraverso una corretta valutazione di sé e comprendendo quali sono i propri punti di forza e debolezza, si riesce a far tesoro dei primi, colmando le lacune e le mancanze dei secondi.

L’assenza di empatia si traduce invece nella capacità di manipolare e utilizzare le persone attorno per il soddisfacimento dei propri scopi, pensando veramente di essere importante o speciale e per questo dover ricevere nell’immediato tutto quello che si desidera.

Chi è completamente concentrato su di sé e sulla propria immagine è del tutto indifferente a qualsiasi bisogno ed emozione altrui: non pensa né prova minimamente a comprendere lo stato d’animo, le emozioni che vive o a cercare, fin quanto possibile, di calarsi nei panni di chi gli è vicino, condividendone il punto di vista, le paure e resistenze.

Per questo tipo di persone, che vi posso assicurare essere molto poche, l’altro esiste e ha senso solo fino a quando è capace di adularlo e di ammirarlo, fino a quando lo considera funzionale al raggiungimento dei suoi obiettivi, dopo di che, può essere anche trascurato, allontanato e ci si può rivolgere in breve tempo a qualcun altro, al quale sarà riservato sempre lo stesso trattamento e successivo congedo.
Sembrerebbe paradossale o quasi impossibile da credere, ma la causa principale che determina lo sviluppo di queste caratteristiche narcisistiche di personalità consiste nella presenza di una percezione di sé molto fragile, che determina un’autostima precaria e incerta, a cui l’individuo può reagire tentando di impressionare gli altri, ricercando la loro ammirazione e reagendo alla più piccola e innocua critica, solo per rafforzare la propria autostima.
Oppure cerca di passare inosservato, evitando di mettersi in mostra per non intaccare e disintegrare definitivamente la già scarsa stima di sé, analizzando con attenzione come gli altri lo vorrebbero e facendo di tutto per assomigliarci
Con l’obiettivo comune di riuscire a colmare il vuoto e la poca considerazione che ha di sé attraverso l’elogio e l’approvazione dell’altro che, nel momento in cui vengono ottenuti, non hanno già più importanza.

Chiaramente si tratta di un vissuto del tutto personale e soggettivo; esistono, come è possibile osservare nell’esperienza quotidiana di ciascuno di noi, persone considerate belle che, però, si vivono come costantemente inadeguate e sono sempre alla ricerca di un qualcosa che manca per sentirsi, finalmente, a proprio agio nel proprio corpo. Al tempo stesso, ci sono persone che, pur avendo dei piccoli difetti, si vogliono bene, vivono il proprio corpo con serenità e trasmettono tale serenità anche all’esterno, in termini di sicurezza di sé.
Per questa ragione diventa importante aiutarsi a prendere coscienza delle convinzioni erronee che sono alla base della percezione di sé, in modo da sottoporle ad un vaglio critico, riguadagnando un’immagine positiva.
Questo è funzionale a contestare le etichette e per imparare a difendersi dagli attacchi mossi alla propria immagine di sé, anche e soprattutto quando questi attacchi vengono da persone significative e sono allo stesso modo a loro rivolti.
In ultima analisi, bisogna tenere a mente che la mente è ‘come una lente: la visione di sé stessi e del proprio corpo avviene attraverso questa lente che può modificare, deformare, ampliare o distorcere ciò che osserva‘. Dobbiamo quindi imparare a conoscere questa lente e i suoi filtri, perché essa influisce non solo sul modo in cui vediamo noi stessi, ma anche sul modo in cui vediamo gli altri e noi stessi in relazione con essi.
Per questo dobbiamo neutralizzare le visioni distorte che non ci permettono di volerci bene per come siamo, e ci deformano di conseguenza l’immagine che ci arriva degli altri.

 

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