Aiuto: sono in crisi

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Quando pronunciamo frasi come: “sono in crisi”, che significato diamo a queste parole? Probabilmente intendiamo che la nostra quotidianità è in salita e un cambiamento non voluto, conflitti e brutti avvenimenti, grandi tempeste o piccole docce scuotono il nostro mondo interiore mettendo in discussione quello che veramente è importante per noi, i nostri valori, il significato della vita, l’amore per il nostro partner.

I processi di separazione sono al centro di ogni crisi della nostra esistenza e non sono mai piacevoli. Uno di questi momenti si ha nella pubertà: l’ingresso nell’età adulta provoca la turbolenza ormonale ed emotiva degli adolescenti e li costringe a dibattersi tra arroganza, noia, euforia. La crisi a 40 anni rappresenta invece l’ingresso nella seconda maturità, costringe l’adulto a guardare se stesso facendo un primo bilancio della propria vita e le opportunità, come le illusioni, sono percepite come più scarse, obbligandoci a scegliere e a decidere.

Esistono crisi definite “normali”, tipiche delle tappe vitali di ogni essere umano, inseparabili dalla crescita e dalla sua evoluzione. All’intensità drammatica degli eventi non sempre corrisponde la sofferenza che provocano. Una perdita può essere vissuta come tragica per alcuni individui e tollerabile per altri, secondo il proprio temperamento e le proprie esperienze. Alcune persone si rafforzano e crescono in situazioni drammatiche, altre annegano nelle proprie piccole delusioni.

Spesso le crisi sono volontarie, provocate cioè dalla necessità di prendere una decisione personale, giusta o sbagliata che sia. Ma anche la decisione più difficile in assoluto, può dare il via a un cambiamento positivo, perchè ci costringe a riflettere su ciò che ci aspettiamo da noi stessi e dagli altri o sugli errori fatti nel tenere o voler trattenere situazioni o rapporti.

Le crisi ci possono offrire molto…conviene però, per superarle, chiedere aiuto, essere accompagnati. E’ essenziale esprimere in parole il senso di impotenza, la confusione, la disperazione, il dolore, che sembrano dapprima inesprimibili. Per fare questo dobbiamo cercare di superare i pregiudizi, esitazioni, timori o vergogne. Sentire, soffrire, esprimere il proprio dolore non ha nulla di vergognoso, accogliere ed affrontare queste emozioni è decisamente più efficace e positivo che negarle o combatterle con un consumo compulsivo di cibo o con lo stordimento davanti ad un televisore, per esempio.

La persona che raggiunge la fine di un tunnel di dolore amplia il proprio orizzonte, conosce meglio il proprio potenziale ed i propri limiti, rinasce con una fonte di energia maggiorata.

“Ma c’è sofferenza nella vita, e ci sono sconfitte. Nessuno può evitarle. Ma è meglio perdere della battaglie mentre lotti per realizzare i tuoi sogni, piuttosto che essere sconfitto senza nemmeno sapere per cosa stai combattendo. “(Paulo Coelho)

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