A cosa servono gli amici.

 In Crescita

…a poter essere noi stessi, a non essere soli, a compensare una mancanza, ad allargare lo sguardo, ad ancorarci al passato…qualunque sia il bisogno più profondo che la genera, l’amicizia è per sua natura, un legame irrinunciabile.

I nostri amici: come farne a meno? Come non tesserne le lodi quando ne parliamo con altri? Sono il sale e il pepe della nostra vita.

Di più: sono indispensabili alla costruzione della nostra personalità.

Fin dall’infanzia, ci aiutano a diventare grandi; rappresentano il primo legame d’amore al di fuori della famiglia. Per scoprire il mondo, abbiamo sempre avuto bisogno degli amici e non dei genitori. Una volta diventati adulti, le affinità elettive portano alla conferma del sé. Abbiamo bisogno degli amici per scoprire che non siamo soli con i nostri pensieri. Che esistiamo, che veniamo accettati per quello che siamo con i nostri pregi e difetti.

Grazie agli amici, diventiamo quelle persone uniche, irripetibili e indimenticabili che  si desidera avere al proprio fianco.

Se tu mi addomestichi diventerai mio amico, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, ed io sarò per te unica al mondo. (…disse la Volpe al Piccolo Principe)

Attraverso gli amici ripercorriamo sentieri noti e sconosciuti: abbiamo amici con i quali facciamo feste, con altri ci piace discutere di cose serie, sviscerare problemi. Poi, ci sono quelli che ci coccolano, con i quali ci sentiamo protetti.

Amiamo i nostri amici proprio perché ci permettono di colmare i nostri bisogni più contraddittori, di essere noi stessi in tutta la nostra complessità e di essere differenti con ciascuno di loro. Ciascuno di noi intrattiene un legame diverso con amici diversi.

E a ognuno di loro attribuisce, in modo consapevole o no, un ruolo essenziale nell’equilibrio della nostra esistenza.

E ti dico ancora: qualunque cosa avvenga di te e di me, comunque si svolga la nostra vita, non accadrà mai che nel momento in cui tu mi chiami seriamente e senta d’aver bisogno di me, mi trovi sordo al tuo appello. Mai. (H. Hesse)

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